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Copa America 2015: Argentina sconfitta, Messi fallisce il sorpasso

Messi e l’Argentina, storia di un amore mai veramente sbocciato. La leggenda del Barcellona, infatti, ha sempre ricevuto critiche feroci a causa del suo rendimento: fenomale in blaugrana, altalenante con la maglia albiceleste.

DESTINO INFELICE- La finale persa dall’Argentina, la seconda in due anni dopo quella del Mondiale brasiliano, può essere assunta, per l’ennesima volta, come metafora della vicenda piuttosto travagliata che intercorre tra il fuoriclasse del Barcellona e la propria Nazionale. Leo Messi, infatti contava di alzare al cielo quel trofeo che nemmeno Maradona riuscì a sollevare, potendo così compiere un passo, forse decisivo, verso il sorpasso di quello che è stato molto probabilmente il miglior calciatore della storia del calcio. La Pulce, però, se da un lato non è stato all’altezza delle aspettative nei novanta minuti, dall’altro è stato l’unico a mettere a segno il calcio di rigore. Una sorta di tradimento subìto dalla sua Argentina, proprio quando lui era riuscito ad abbattere un suo limite psicologico, un sogno svanito per colpa non sua, un destino infelice, crudele, uno sgaurdo fisso nel vuoto, le lacrime appena accenate di chi sa che avrà ancora poche oppurtunità per dimostrarsi il più grande, di chi è consapevole che i record col Barcellona e una carriera da sogno, colma di riconoscimenti individuali e collettivi, non saranno mai sufficienti per cancellare il mito di Maradona. Messi oggi perde la Copa America, ma si risveglia ancora una volta fuoriclasse, per la prima volta anche in Argentina, l’unico che è riuscito a portare a termine il suo dovere da quei maledetti o benedetti 11 metri, l’unico che col suo gol ha permesso all’Argentina di continuare a sognare, anche se per poco. Ne sarà per sempre orgoglioso.

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