Torna su
  • RISULTATI LIVE SERIE A, Stagione 2016 - 2017

Daniele De Rossi, 537 volte Giallorosso. Oggi sono 400 in Serie A. La mia preferita…

400 in Serie A, 536 in totale con la maglia della Roma: gol e scivolate per la squadra che ha sempre amato

Oggi saranno 400 in Serie A, in totale 537, sempre con la stessa maglia: per i colori della città eterna ha segnato anche 55 gol e 46 assist. Daniele De Rossi però è molto, molto di più: gol, scivolate, sudore, testa, geometrie, sacrificio. Non ci sono abbastanza parole per descrivere la storia d’amore tra Roma e De Rossi, probabilmente il giocatore che più di chiunque altro nella storia del club ha rappresentato la propria gente in campo, incarnando i valori e il significato del Romanismo, nel suo caso militante e armato (ovviamente a parole), nell’eterna lotta per la conquista di gloria e rispetto, contro tutto e tutti. Ci hanno provato fior fiori di giornalisti e scrittori (tra questi Cagnucci, il cui “Il Mare di Roma” è una perla), ma quando si arriva a pensare che Danielino non possa dimostrare ulteriormente il suo attaccamento ai colori Giallorossi, lui smentisce tutti, con le parole ma soprattutto con i fatti.

Nonostante il vociare fastidioso di alcuni, che suona più che altro come un ronzio al quale prima o dopo ci si abitua, il sottofondo dell’intera esperienza del numero 16 con la Roma è rappresentato dai cori che la sua Curva e la sua gente gli hanno sempre dedicato, riconoscendolo come proprio condottiero, al di sopra di ogni interesse. Un amore puro, spesso silenzioso, ma viscerale e profondo: le radici del romanismo di De Rossi si sono intrecciate con le sue vene, diventando un tutt’uno.

Dopo aver sottolineato (anche se non basterà mai, visto il coro contrario che s’intona ogni 6- in pagella) quanto profondo sia il legame tra Roma e De Rossi e quanto profondo sia il rispetto e l’affetto che chi scrive queste parole nutre nei confronti di quel bambino di Ostia ora diventato un simbolo eterno di questi colori nel mondo, a dispetto di santi confusi e in crisi d’identità, arriviamo al punto.

Con la maglia della Roma ha spedito cinquantacinque volte la palla in fondo al sacco, quasi sempre per correre poi a baciarsi lo stemma sotto la Sud o tra la sua gente, dunque sceglierne una non può essere cosa facile. Tra le bordate da fuori area, con il gol all’Inter che ha alimentato con energia l’illusione dell’ennesimo Scudetto sfiorato insieme difficile da battere, vince questa speciale classifica il calcio di rigore segnato contro l’Inter nel 2007, in finale di Supercoppa Italiana.

Era il 19 agosto del 2007, l’Inter contava tra le proprie fila Zlatan Ibrahimovic e Luis Figo, la Roma aveva Francesco Totti e Ludovic Giuly, l’allenatore della Roma era sempre Luciano Spalletti, sulla panchina dell’Inter sedeva Roberto Mancini. Gara appena a un filo, le squadre sono andate vicine al gol in diverse occasioni, accarezzando soltanto la gioia del gol, almeno fino al minuto 78°. Totti parte dall’out di sinistra, punta Burdisso, lo salta e il futuro ex lo atterra: Rosetti ordina il calcio di rigore. Sul dischetto non va Totti, forse infiacchito dal calcione di Burdisso: la palla la prende Daniele De Rossi. Davanti c’è Julio Cesar, un portiere che tante volte ha impedito alla Roma di passare a San Siro. Il numero 16 prende la rincorsa, calcia di collo pieno: Julio Cesar sfiora soltanto, palo e palla in rete. De Rossi corre a baciarsi lo stemma, dove viene raggiunto da Alberto Aquilani, altro figlio di Roma, Totti e tutti gli altri compagni. Un’immagine che qualche tempo fa abbiamo rivisto, ma al posto di Aquilani c’era Alessandro Florenzi.

Ecco, questo forse è il gol di Daniele De Rossi che preferisco, forse perché è il penultimo trofeo alzato dalla Roma, forse perché quella sprizzava sentimento, passione e romanismo da tutti i pori, forse perché è tanta la voglia di rivedere la Roma vincere una finale.

In attesa del prossimo gol, magari già questa sera, a insidiare questa rete che dietro si porta sentimenti travolgenti, ecco le immagini di quella notte da Campioni.

di

Inserisci commento

Per commentare devi aver un account. Clicca qua per crearne uno o per loggarti.