Torna su
  • RISULTATI LIVE SERIE A, Stagione 2016 - 2017

EDITORIALE. Ci hanno privato della Roma, pure della rivoluzione

Editoriale.

Non sono salita sull’autobus per essere arrestata. Sono salita sull’autobus per tornare a casa, Rosa Parks, 1 Dicembre 1955, piena America razzista. Rovesci di politiche, diritti fatti valere. Invece, dall’altra parte del mondo, a Roma – la Roma delle promesse mantenute poco, colpa de sciacalli che se pensano che è ‘n gioco – accade un po’ la stessa cosa, pure peggio, sessant’anni dopo. Che ti volti, imbarazzato, e dici: ma ‘ndo stamo?Ma che davvero?

Vorrei solo raccontare di un paese, di un canto o due, di mezza Roma che ti isola, ti stritola e poi ti ama, i quartieri che si fanno grandi, diventano colli, lassù in cielo, smuovi baci alla maglia, gli striscioni che sventolano come bandiere di sangue legati ad un aereo, legami di mezzo secolo, ma finisco sempre per imbucarmi in un teatrino da du spiccioli, zitto buono che noi c’hai niente da innamorarti,. Il carburante che è fioco, l’aereo cade, lo striscione s’infiamma. Brucia la maglia, il bacio è come un fantasma, non sai più quando lo riceverai e se lo ricevi, non ti tocca. Non l’avverti, algido.

T’alzi la mattina e ti vedi il mondo contro. Questa volta, sul serio. Roba che ti fa dire, allo specchio: basta. Ti senti preso in giro, perché chi dovrebbe tutelarti alla fine non ti tutela mai, fai i suoi fottuti interessi, che tanto frega un cazzo dei tuoi. Tu, sei lasciato solo. Tu e i tuoi compari. Voglio dire, sei semplicemente un problema in meno d’affrontare. Meglio farsi scivolare addosso le responsabilità. Sorvolare.

Dico la verità. Non siamo più confinati alla limitata liana del calcio, i grumi di un passato reciso, la protesta silenziosa, coerente perlomeno. No. E’ stato oltrepassato il bordo; la barriera s’è fatta vivida, quasi sanguigna, non più all’Olimpico, trasparente, ma tra uomo e istituzione, ben marcata. E quando l’uomo non si sente più rappresentato dall’organo che, pure, dovrebbe tutelarlo, ha diritto alla sua intima, radicata rivoluzione. Scombinare. A Roma, la Questura ha imposto la propria democrazia, senza possibilità di replica, nascondendosi dietro all’indice dell’ordine pubblico, che tutto e niente vuol dire. Nessuno può più metter becco, il CONI l’ha confermato, bocca del vecchio Malagò. Sì, decisamente un atteggiamento democratico quando, di fronte, ti becchi le evidenze di un sistema malsano, atroce per quanto bugiardo. Ti raccontano di scontri e feriti allo Stadio per giustificare le barriere, ma a memoria non ricordi nemmeno una mischia, all’Olimpico. Semmai, fuori. Terra di competenza della Questura. Non certo della squadra. Ma no, conviene dire che i Bruti della Roma devastante sono loro, gli ultras. Ti raccontano che una rifinitura non la puoi organizzare al campetto, di tradizione e d’affetto, ristrutturato per tendere una mano ai Bruti. Colpa di troppi eventi in concomitanza. Tipo il Luna Park. Capite il disagio? Tipo le attività pre-referendum, quando – sempre a memoria, perdonatemi – per ciascuna volta che mi sono recato ai seggi per il voto, avrò visto giusto uno o al massimo due agenti per ogni struttura adibita.

L’Italia è un paese comico. Roma non fa eccezione, e non è affatto un vanto. Chiedono di tornare allo Stadio, dimostrare quella maturità di cui, loro stessi, si vantano, ma ad ogni gradevole tentativo, t’ammazzano le gambe. E tu sei portato a dire: basta. Ma l’autobus sta passando, è in ritardo, è vero. Ma è qui. Sono salito sull’autobus per tornare a casa. Farò un lungo giro, ci scommetto, ma tornerò.

di

Inserisci commento

Per commentare devi aver un account. Clicca qua per crearne uno o per loggarti.