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Editoriale. Ennesima delusione, ma gli alibi sono finiti. De Rossi, da capro espiatorio a ultimo baluardo

Daniele De Rossi va tutelato: da capro espiatorio a ultimo baluardo

Ieri si è consumato l’ennesimo episodio negativo stagionale, in un’annata che ormai diventa difficile non catalogare come “fallimentare”. A parte gli organi ufficiali della società (ragionevolmente) e qualche tifoso armato di buona volontà e, forse, in odore di santità, l’opinione più diffusa è che la Roma abbia clamorosamente fallito questa stagione. E si invita chiunque a smentire questa frase. Ieri la Roma ha perso un derby, il secondo di questa stagione (non succedeva da tempo…), nella (quasi) TOTALE INDIFFERENZA dei giocatori della Roma, passivi, deboli, molli, timidi. Indifferenti.

Un atteggiamento vergognoso, inaccettabile, figlio di una mentalità sbagliata, quella per cui c’è sempre una giustificazione pronta, un alibi sempre in tasca, pronto per esser sbandierato di fronte alle telecamere per non dire: “stiamo sbagliando tutto, non vinceremo nulla, rischiamo il secondo posto e la squadra non ha mordente”. La squadra chi deve prepararla? Chi deve curare l’aspetto tattico della gara? Chi deve preparare l’aspetto mentale? Chi deve fornire all’allenatore la MIGLIOR ROSA POSSIBILE (che non vuol dire la più forte del campionato) per affrontare la stagione? Dzeko fatica a stare in campo 90′ a ritmi alti, così come Strootman e Nainggolan, stanchi e provati da un minutaggio eccessivo, dalla totale mancanza di ricambi all’altezza. Un fallimento totale, con il secondo a un miracolo di distanza. Servirà una sorta di suicidio sportivo del Napoli per mantenere la seconda posizione, perché la Roma di ieri non ha alcuna possibilità di battere la Juventus.

DE ROSSI DOPO GOL 0 ROMA AL TERZO GOL ROMA LAZIO 1 A 3

Partendo dall’atteggiamento tattico scellerato scelto dall’allenatore, che ha dimostrato di non aver imparato nulla dalle sconfitte precedenti con la Lazio di Inzaghi (non proprio Guardiola, né Ancelotti), il cui unico merito è stato quello di caricare a puntino la squadra e preparare un buon catenaccio. Ieri la Roma, esattamente com’è successo in Coppa Italia, ha giocato con la difesa alta e larga, già nel primo tempo, senza alcun motivo. Sembrava la Roma di Zeman. Il centrocampo della Roma è stato obbligato per 90′ ad arare il campo per evitare che la squadra si spaccasse in due. Questo è il principale dei problemi, l’aspetto tattico, perché ieri Spalletti ha perso contro Inzaghi, pur avendo una rosa migliore. Ed è successo lo stesso nelle coppe, contro Lazio e Lione.

Un altro aspetto sul quale è doveroso soffermarsi: imbarazzante l’atteggiamento di Bruno Peres, entrato a inizio secondo tempo, totalmente incapace di fare qualcosa di buono e utile, ma questa non è una cosa nuova, lo fa da inizio stagione. L’atteggiamento imbarazzante è quello per cui al secondo gol è dall’altra parte del campo e lascia Lulic completamente solo sulla fascia sinistra, trotterellando nel rientrare. La cosa peggiore, però, avviene in occasione del terzo gol: Bruno Peres “insegue” l’avversario passeggiando, neanche facendo finta di rincorrere l’avversario. Una roba brutta, triste, inaccettabile per chi ama e rispetta quella maglia. Magari le vittorie, sarebbe bello vincere, ma se proprio si deve perdere, che si perda con dignità, rispettando la maglia e la causa. Ognuno pensa ai fatti propri, a partire dall’allenatore che ha cominciato a parlare del proprio contratto, “resto se vinco” – mentre la Roma perdeva la possibilità di vincere un trofeo dopo l’altro -, i litigi con la stampa, le testate al bancone in sala stampa. Il quadro di questa stagione è deprimente, triste e l’unica parola adeguata è: fallimento. Chi avrebbe esultato ad agosto se gli avessero detto: usciremo ai preliminari di Champions, a 4 gare dalla fine lotteremo per il secondo posto, non arriveremo in finale di Coppa Italia e per di più usciremo contro la Lazio e non arriveremo neanche in finale di Europa League. Chi avrebbe esultato? Guardare altrove, qui non avrebbe esultato proprio nessuno.

Chiosa, da cui il titolo: tutelate Daniele De Rossi. Da capro espiatorio, il classico colpevole sempre buono e valido per ogni gara, a ultimo baluardo. Ieri ha lottato solo lui, dal primo minuto fino a quando è uscito (e ancora non si capisce perché, visto che la squadra ha perso anche l’ultima traccia di equilibrio tattico). L’esultanza rabbiosa, la faccia messa a fine partita, i tackle a tutto campo perché la voglia di non arrendersi era maggiore della paura di fallire, maggiore anche della voglia di andare in vacanza o di cambiare squadra. Daniele De Rossi va tutelato: ieri è stato l’unico a mostrare attaccamento alla maglia. E, come al solito, a fine stagione, non ci è rimasto che questo. E nessuno più di lui rappresenta la Roma. L’ultimo sfregio, l’ultimo e più grave affronto sarebbe quello di lasciarlo andare via. Evitateci almeno questo.

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3 commenti

  1. Rock60 scrive:

    helterskelter,

    Può essere, ma per fare 24 vittorie su 34 partite evidentemente (se vuole fare solo l’allenatore) non è così facile incartarlo.
    Ma sono del parere che se non si chiarisce SUBITO la posizione di Spalletti, perderemo sicuramente il secondo posto

  2. helterskelter scrive:

    Rock60,

    sono abbastanza sicuro che spalletti sia un allenatore superato. non riesce a proporre idee tattiche nuove , tutto quello che fa è letto ampiamente prima dai suoi avversari. è sempre un passo indietro

  3. Rock60 scrive:

    Condivido ogni sillaba Matteo… la partita era iniziata con i migliori auspici, Roma arrembante subito un paio di occasioni e Lazio spaesata, ma come ci capita spesso subito il gol andiamo in bambola.
    Grazie ad una gentile concessione di Orsato siamo riusciti a pareggiare su rigore (inesistente), ma non mettiamo la rabbia agonistica per ribaltare il risultato, per riuscire ad ammazzare l’avversario, no, noi ci sediamo ed aspettiamo che si riprende e ci punisce di nuovo. Dopo l’1 a 2 la Roma sparisce letteralmente.
    Anche Spalletti però ce la sta mettendo tutta per non evitare queste figuracce.
    Capitolo contratto: é già tardi… ormai è tempo che ci dica chiaro e tondo se vuole andar via o rimanere, non sta facendo certo il
    bene della Roma, lo si legge dalle facce e dagli atteggiamenti di alcuni giocatori in campo.
    Capitolo sostituzioni: che cazzo di sostituzione è Perez per El Shaarawy???
    Capitolo tattica: ma è possibile che uno esperto come lui per 3 volte è andato a sbattere in faccia al catenaccio di Inzaghi senza
    trovare uno straccio di contromisura???
    Per evitare la disfatta deve vincere tutte le partite fino alla fine, anche per lui sono finiti gli alibi…