Torna su

Editoriale. Quella palla in fondo alla rete

Edin Dzeko è ormai un trascinatore di questa squadra: dal gol del pareggio al gol dell'1-3...

La gara di ieri della Roma sembra quasi una metafora dell’esperienza in Giallorosso di Edin Dzeko. Inizio ad handicap, gol e palla al centro, facce deluse tra i Romanisti, con un futuro tutto da scrivere. Per scrivere il proprio Edin Dzeko ha preso una penna e l’ha intrisa del proprio orgoglio, del proprio cuore. Per scrivere il futuro della Roma, un futuro diverso dal solito, il numero 9 della Roma ieri è andato a prendere la palla in fondo alla rete, dove lui l’aveva mandata pochi secondi prima, per riportarla subito al centro. Sembra un gesto banale, ma sta proprio qui la trasformazione di Dzeko, almeno di quello visto in Giallorosso. La palla a metà campo sarebbe tornata in ogni caso, ma lui ha voluto prenderla tra le mani, toccarla ancora, come fosse un’ossessione e forse lo è davvero, metterla al centro e promettere agli avversari che quella palla in fondo alla rete ci sarebbe tornata presto. Dzeko non sorride, è concentrato: è in missione.

E così è stato, Paredes crossa, Dzeko stacca più in alto di tutti e colpisce di testa: palla sulla linea, a buttarla dentro questa volta ci pensa De Rossi. Troppo poco per Edin, ancora non sorride: la promessa deve essere mantenuta. Secondo tempo, El Shaarawy serve Edin con un assist di gran classe e precisione, alla Totti per intenderci: il numero 9, in quel momento all’esterno dell’area, scompare per riapparire alle spalle dei difensori, a tu per tu con il portiere. Neanche il palo può evitare l’inevitabile: la palla è di nuovo in fondo alla rete e ancora una volta è stato Dzeko a buttarla dentro. Partita chiusa, è l'”amen” che tutti attendevano.

Questa volta però la palla rimane lì, in fondo alla rete, perché è lì che deve stare: Dzeko sta ridendo.

@MatteoGVitale

di

Inserisci commento

Per commentare devi aver un account. Clicca qua per crearne uno o per loggarti.