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EDITORIALE. Roma, da chi ripartire il prossimo anno e perché

Da chi dovrebbe ripartire la Roma la prossima stagione?

Il finale di stagione si avvicina: mancano 6 gare, purtroppo molto più difficili rispetto a quelle che dovrà giocare il Napoli di Sarri, dopo il pareggio di sabato tra Roma e Atalanta lontano ormai soltanto due punti. Appurato come a Roma sia impossibile aprire un ciclo, un percorso, con lo stesso allenatore, lungo più di un anno e mezzo e che prescinda dai risultati (a meno che questi non siano disastrosi, certo); specificato che se Spalletti è in uscita è soltanto per una sua scelta; considerate le difficoltà economiche del club, che porteranno il club a vendere uno o due “top” (probabilmente Manolas-Paredes) entro la fine di giugno; crediamo sia lecito concentrarsi sui profili dai quali sarebbe il caso di ripartire in vista della prossima stagione e del futuro, e per quale motivo. N.B.: Il discorso non è: “Chi non viene citato non vale niente”. Si è scelto di citare solo quelli considerati “intoccabili”.

PORTA – PURTROPPO, non si potrà ripartire da Wojciech Szczesny. Il polacco a fine anno lascerà la Roma al termine del secondo anno di prestito dall’Arsenal e considerate le cifre dell’investimento ordinato da Sabatini (grandi responsabilità del fallimento di questa stagione) per Alisson Becker, ci sono pochi dubbi su chi sarà il portiere della Roma il prossimo anno. Il portiere brasiliano è la seconda scelta di Luciano Spalletti e il prossimo anno diventerà il numero 1 della squadra, per chiunque sarà il prossimo allenatore. E’ un ottimo portiere, certamente dovrà rimboccarsi le maniche e dare il massimo per non far rimpiangere il portierone polacco, sperando di non incontrare quest’ultimo in Serie A da avversario.

DIFESA – Ripartire da Ruediger, Fazio, Emerson e Florenzi.

Ruediger: il difensore tedesco cresce dopo gara, è tornato da un infortunio grave con naturalezza e personalità, quasi senza accusare contraccolpi. E’ giovane, è soltanto un classe 1993, può giocare in una difesa a 4 e in una a 3, senza peggiorare il proprio rendimento. Bisognerà resistere agli assalti di Conte e altri grandi allenatori.

Fazio: non è un ragazzo, è evidente, anche se per un difensore 30 anni non sono praticamente nulla. Il difensore ex Siviglia sta vivendo una seconda giovinezza, forse è una delle sue migliori stagioni, ha ritrovato una grande continuità atletica e sta dando prova di grande qualità. E’ il leader della difesa di Spalletti e da lui bisognerà ripartire.

Emerson: ha iniziato la sua avventura in Giallorosso in sordina, ma gara dopo gara è cresciuto e si è imposto, tanto da diventare il titolare (con Rui recuperato), guadagnare la nazionale e tanto da far notare la propria assenza, quando infortunato. Su di lui ci sono molti top club, ma anche lui è giovane e può essere una colonna del futuro Giallorosso.

Florenzi: inutile anche parlarne, immaginiamo. L’infortunio di Sandrino è stato un colpo durissimo per Spalletti, come ha ammesso lo stesso tecnico di Certaldo. Bruno Peres non è stato minimamente in grado di sostituirlo degnamente e la sua assenza si è sentita in almeno altri due ruoli. L’anno prossimo sarà il vice capitano dopo Daniele De Rossi e (anche) intorno a lui bisognerà ricostruire la squadra, per quantità, qualità. spirito e duttilità.

CENTROCAMPO – Ripartire da De Rossi, Strootman e Nainggolan.

De Rossi: il prossimo anno sarà l’anno del cambio di testimone ufficiale, da Francesco a Daniele. Il numero 16 sarà (anche ufficialmente) il capitano della Roma e da lui, in quanto leader (tecnico e carismatico) bisogna ripartire. Per senso di appartenenza e valore in campo, non si può prescindere da lui. Una squadra che rinnega totalmente il proprio passato e la propria identià, o non li conosce, non ha futuro.

Strootman: l’olandese è uno dei leader di questa squadra, Spalletti non ha praticamente mai rinunciato a lui, anche e soprattutto perché la dirigenza ha pensato bene di non acquistare un giocatore in grado di farlo rifiatare. Certo, a meno che non credevano che questi potesse essere Gerson. Forse avrebbe avuto bisogno di maggior riposo, ma la sua stagione è stata comunque ottima, nonostante tutti i problemi degli anni precedenti.

Nainggolan: sebbene tia aspettando il (promesso) rinnovo da quasi un anno, il belga in campo ha sempre dato il 110% e sarebbe bene accelerare le manovre per suo adeguamento contrattuale, perché ci sono decine di club pronti a ricoprirlo d’oro. Ormai Nainggolan è un leader tecnico e carismatico ed è fondamentale, anche a livello d’immagine: è un idolo per i tifosi. Impossibile non ripartire da lui.

ATTACCODzeko, Salah ed El Shaarawy*.

Dzeko – Difficile credere che ci sia ancora bisogno di motivare una posizione del genere. 35 gol e 10 assist in 46 partite: numeri da far tremare le gambe. Qualcuno dice: “vendiamolo ora che possiamo guadagnarci tanti soldi“. Beh, follia. Trovarne un altro con questi numeri è praticamente impossibile per una società con le finanze della Roma. Semmai, l’obiettivo per la prossima stagione dev’essere quello di trovare un giocatore che possa farlo rifiatare a gara chiusa o in gare semplici.

Salah – A volte sembra quasi ti faccia un favore, sembra sufficiente e svogliato, altre volte fa il minimo indispensabile, ma altre volte fa la differenza e spacca in due la partita. Con una Coppa d’Africa di mezzo ha totalizzato 15 gol e 12 assist in 35 gare: niente male. Poteva fare di più? Certo. Può essere facilmente sostituito? No, tantomeno per la Roma. Prima di lasciarlo partire, sarebbe utile contare almeno fino a mille.

El Shaarawy* – Perché l’asterisco? Perché non ha fatto tantissimo, avrebbe potuto fare di più, ma se dovesse rivelarsi necessario sacrificare uno tra lui e Perotti, sarebbe più intelligente dare un’altra chance al “Faraone”, perché più giovane e anche più continuo, dal punto di vista fisico/atletico e non solo.

Questa è solo un’idea, un’opinione. La realtà di un club come la Roma, con tutte le sue necessità e problematiche, ha mille sfumature, non è soltanto bianca e nera, e le opinioni su un tema del genere (peraltro a sei gare dal termine della stagione) possono essere moltissime, tutte condivisibili o meno. A fine stagione si tirerà una linea e questo tema sarà attuale e centrale, in attesa di ufficializzare il futuro di Spalletti e della Roma, nuovo direttore sportivo compreso. Il futuro è tutto da costruire, speriamo soltanto che in estate non ci siano i soliti “assoli” di figure particolari e che gli obiettivi del prossimo allenatore e del prossimo direttore sportivo siano comuni e le strategie condivise. Di errori di programmazione si è parlato, qualcuno si è svegliato in ritardo e qualcuno ha parlato soltanto dopo, la cosa più facile in assoluto. Intanto, attesa, verso la prossima conferenza stampa e la prossima gara di Serie A.

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1 commento

  1. helterskelter scrive:

    uno dei problemi principali è che un club come la roma dovrebbe già avere le idee chiare su alcuni punti fermi come DS e allenatore per la prossima stagione… invece al solito non si sa nulla.