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Monchi: “Spalletti uno dei motivi per cui sono qui. Noi e De Rossi abbiamo lo stesso desiderio: rimanere insieme. Nessun cartello ‘si vende’, ma c’è il cartello ‘si vince'”

Le parole del nuovo direttore sportivo Monchi in conferenza stampa

La conferenza stampa di presentazione di Monchi.

Parola a Gandini: “Buongiorno da parte mia. E’ un onore essere in questo momento in questo tavolo con una persona di grandissimo spessore del calcio mondiale. Ringrazio Pallotta che ha voluto fortissimamente che questa cosa accadesse e si è operato tantissimo. Grazie al presidente. Vorrei ringraziare per la professionalità e dedizione Massara che ha gestito molto bene questo periodo di transizione. Lavorerà con Monchi“.

In Spagna è considerato il miglior ds del mondo. Perché la scelta di venire a Roma?
Prima di tutto buongiorno, dico innanzitutto che vorrei cogliere l’occasione per scusarmi con chi mi ha scritto e non ho risposto con educazione dovuta perché dovevo pensare esclusivamente al mio club che era il Siviglia. Non mi considero il miglior direttore sportivo del mondo. Mi considero una persona fortunata nella carriera che sta facendo. Ho dedicato tanto tempo e sforzo alla carriera. Avevo altre opzioni, club che potevano sembrare più altisonanti per il nome, ma considero che qui c’è un margine di crescita molto grande. Non ricominceremo da 0 perché c’è stato un lavoro straordinario. Ci sono possibilità di crescere, estusiasmarci e sognare. Ho palralto con Pallotta e anche con Mauro e Massara e so che potrò lavorare essendo Monchi. Qui mi permetteranno di lavorare essendo me stesso“.

Oltre al futuro è importante il presente, cosa ha detto e dirà alla squadra?
Ci sono ancora 4 partite fondamentali… Sono totalmente d’accordo. Non avrò una forte influenza per quanto riguarda questa stagione perché non avrò molto tempo essendo arrivato nel finale di stagione, quindi sono arrivato pensando maggiormente al futuro rispetto al presente. Ma si è vero che il nostro futuro dipende dal presente e vale per il club, per i tifosi. Il futuro è motivante e stimolante, ci giochiamo il secondo posto che vale l’accesso diretto alla Champions. Per poco o molto che possa aiutare sono a completa disposizione del club al 100%, è già quello che sto facendo. Sono a disposizione di tutti, del gruppo e dello staff tecnico. Da quando ho messo piede in questa società mi sento parte pienamente integrante ed è sulla base del presente che costruiremo il futuro“.

La Juventus sta per vincere il sesto scudetto di fila in Italia. Questa Roma per ridurre il gap dalla Juventus deve cambiare molto o avere pochi ritocchi per cambiare la mentalità vincente?
Come ho risposto prima sono qui concentrato sul futuro, ma preoccupandomi del presente. Conosco il potenziale della Juventus, sono ambizioso per natura, ma non vuol dire vendere fumo. Colmare il divario con la Juventus non è facile, ma neanche impossibile. Con la rosa attuale abbiamo ottimi argomenti per colmare il divario. Dobbiamo lavorare molto, è difficile, ma realizzabile, nella rosa attuale vi sono degli ottimi argomenti per il futuro“.

Anche in Spagna si convive con i cori razzisti?
Nell’ultima settimana in Italia sono avvenuti diversi fatti spiacevoli…E’ un tema che mi preoccupa, come tutti voi. Per quanto riguarda la Spagna il tema si sta gestendo abbastanza bene, grazie al contributo di tutti, tutti seguono la stessa linea, con la stessa ossessione. In Italia si può fare altrettanto bene con l’aiuto di tutti. Un calciatore professionista deve uscire dal campo arrabbiato per aver perso la partita, ma mai per il colore della pelle. Ho trascorso questi giorni con Rudiger, sta soffrendo per questo tema, invito tutti a proteggere lui, ma anche Muntari e tutti gli altri calciatori. Siamo nel 2017 e nel 21° secolo, non dovremmo affrontare questi temi. Chiedo a tutti sostegno e aiuto nel denunciare questi episodi“.

Vede analogie tra la Roma e il Siviglia? Qui a Roma non si vince da molto tempo, come prima del suo arrivo a Siviglia… Poi c’è un modo per cambiare il DNA del club?
Non credo che ci siano segreti, diversamente cercherei di venderli, non ci sono formule magiche. Non esistono due club identici. Il segreto del Siviglia è stato il lavoro, ma non soltanto acquistare un calciatore o vedere tante partite. I tifosi della Roma meritano che i propri sogni siano realizzati. Ma dobbiamo andare tutti nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi. Ci riusciremo qui a Roma. I tifosi meritano di vedere i propri sogni realizzati, io sono qui per cercare di realizzarli. Tutti dobbiamo lavorare, vogliamo unire tutti, da Pallotta, a Monchi, a ogni singolo dipendente del club, questo sarà il primo passo per iniziare a vincere“.

Cosa pensa della situazione di Spalletti?
Racconto una storia, un segreto: la prima volta che ho ricevuto la chiamata per valutare l’opzione di venire alla Roma ho ragionato sui pro e i contro. L’unico vero contro era il fatto di lasciare Siviglia dopo 29 anni. I pro erano diversi, uno di questi pro era Luciano Spalletti. Avevo voglia ed entusiasmo di lavorare con lui. Lo considero un allenatore importante. Cercherò di realizzare questa possibilità, ma ora non possiamo distrarci in vista delle ultime partite. Conservo la speranza che possa restare con noi perché è uno dei motivi che mi ha attratto per venire qui. Se non sarà possibile, lo capirò, ma ho questa voglia e questo entusiasmo“.

Se Totti vuole continuare a giocare voi che farete? Qual è la situazione del rinnovo di contratto di De Rossi?
Inizio da Daniele. La voglia e l’interesse delle due parti è il medesimo, vogliamo continuare insieme, dovrebbe essere particolarmente imbranati per non riuscire a raggiungere un accordo. Ho parlato con lui, è un grande calciatore e un ragazzo fantastico, cercheremo di raggiungere questo obiettivo comune. Su Totti sapevo che c’era un accordo tra lui e la società che questo sarebbe stato il suo ultimo anno da calciatore, con un contratto da dirigente. Chiedo che mi sia vicinissimo, se riuscirò ad imparare solo l’1% di quello che lui sa sulla Roma sarebbe già un gran risultato“.

Quanto ha influito Franco Baldini nella sua scelta di venire alla Roma?
Non saprei quantificare quanto abbia inciso Baldini, quello che ha influito e mi ha convinto è stata la Roma. Baldini è stata la persona che aveva ricevuto il mandato da Pallotta di contattarmi. Io mi sono convinto grazie alla Roma, non a Baldini“.

C’è un piano di mercato in caso di secondo posto e c’è un piano di mercato in caso di terzo posto?
Sto facendo tre corsi accelerati: imparare l’italiano, conoscere i nomi di tutti quelli che lavorano nel club, l’ultimo è quello sull’ambizione. La Roma è una squadra ambiziosa da cima a fondo, l’ingresso in Champions dà denaro importante, ma il denaro non è tutto, aiuta, ma non è tutto. La preoccupazione maggiore non è il denaro, ma la questione di prestigio in caso di qualificazione. In caso non ci riuscissimo ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo sodo“.

Userà il metodo del Siviglia alla Roma?
Quella di Siviglia era necessaria per lottare per obiettivi ambiziosi. Una strategia pericolosa: ma abbiamo risolto il problema generando plusvalenze. Ma quello che ha reso buono il lavoro sono i successi. Qui useremo la strategia migliore per raggiungere successi. Necessità di vendere giocatori? Il problema non è vendere ma comprare male, non solo per la Roma ma per tutti. Le rispondo con una domanda: crede che sono venuto qui per non vincere? Io ho lasciamo casa mia eh“.

Per voi esiste la parola incedibile? Ci va di raccontarci il processo di selezione di un calciatore? Il ‘metodo Monchi’ insomma
La risposta tipo è che dovrei dire che esistono giocatori incedibile. Ma non sono qui per vendere fumo, ma dico che non ci sono giocatori incedibili, ci sono giocatori importanti e meno importanti. Quello che sto dicendo non è che la Roma dovrà vendere, semplicemente la Roma analizzerà le offerte che arriveranno. La Roma non ha un cartello appeso al collo in cui c’è scritto “Si vende”, ma “Si vince”. Sulla seconda domanda rischierei di essere troppo sintetico, magari ne parleremo in un’intervista“.

Il suo obiettivo è comprare giovani e farli diventare campioni o comprare l’Higuain di oggi? Kessie?
Sergio Ramos non l’ho comprato, è stato formato nelle giovanili. Daniel sì invece, è stato comprato. Mi piace comprare giocatori giovani ma non è l’unico obiettivo. L’obiettivo è giocare calciatori forti e con fame di vincere poi è uguale che abbiano 19 o 28 anni. Kesise è un ottimo calciatore che la ROma segue e con ottime referenze. Siamo solo all’inizio e poco altro posso aggiungere“.

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